Il quartiere ebraico di WILLIAMSBURG – I vicoli di DANNY L’ELETTO

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Reuven fa parte di una comunità ebraica in  BROOKLYN , la sua comunità si discosta un po’ dagli ebrei chassidim,  vuole diventare rabbino . lui non porta quei riccioli laterali e neanche le frange  fuori dai pantaloni. Danny invece si, studia il Talmund ed è destinato a prendere il posto del padre come tzaddik ma non vorrebbe perché attratto dalla psicologia che vorrebbe studiare. I  ragazzi di POTOK si conoscono in questo quartiere nel secondo dopo guerra e seguendo le loro vicende veniamo presi per mano e accompagnati in un viaggio attraverso una cultura ricchissima e antica. un’occasione per poter imparare qualcosa in più su questo popolo con valori molto profondi.

Sebbene siano passati ben 70 anni, quando si entra in questo questo quartiere si ha quasi l’impressione di fare un salto nel passato. Cio’ che più ci riporta al nostro millennio, sono i numerosi uomini in abito scuro che camminano rapidamente parlando al telefonino. Devo ammettere che quest’angolo di Brooklyn ha fascino da vendere e ogni particolare è degno di essere osservato e ricordato. Fate attenzione con le fotografie, non amando giustamente queste “intrusioni”, con una macchina fotografica troppo insistente non verrete guardari con aria amichevole.

New York è una delle città al mondo con la maggiore concentrazione di ebrei, capita spessissimo di notare la loro presenza e influenza. In quasi tutti i quartieri c’è una zona ebraica. Qui a Brooklyn ,c’è una delle più grandi comunità di ebrei hassidici al mondo.

La maggiore concentrazione   in due quartieri:

QUARTIERE 1mappa_ebrei_brooklyn

Quartiere 2 Borough Park:

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I confini sono all’incirca questi anche se in realtà piccole comunità le si possono trovare anche oltre. Gli ebrei che vivono qui sono ebrei hassidici della comunità di Satmar.Satmar è una città in Ungheria e che un tempo era in Romania da cui molti membri fuggirono a seguito delle persecuzioni dell’olocausto. Oggi si calcola che gli Hassidici che vivono qui siano intorno ai 60.000 in continuo aumento considerando che la comunità incoraggia le famiglie ad avere un alto numero di figli. E’ molto facile infatti vedere madri e padri con carrozzine, spesso doppie, che camminano sui marciapiedi. Pare che molti ricorrano alla fecondazione assistita per garantire gravidanze gemellari .

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L’abbigliamento è molto rigido. Le donne sono vestite con abiti lunghi e di colori scuri. Le braccia e le gambe sono sempre coperte, spesso indossano scialli e  hanno i capelli coperti da un cappello  , nessun gioiello o cenno di vanità. Gli uomini , anch’essi con colori scuri, usano durante i giorni feriali (da domenica a venerdì ) una giacca chiamata rekel ( abbigliamento tipico degli ebrei dell’est Europa negli anni precedenti alla guerra ) e una camicia bianca. Il giorno di riposo invece , il sabato ebraico, indossano un modello diverso di rekel e il cappello. Il cappello che indossano per me è stata una vera sorpresa, non l’avevo mai visto indossare a nessuno. E’ un grande cappello circolare rivestito di pelliccia, molto suggestivo. Un altro segno distintivo sono i riccioli , quelli del nostro Danny, che spuntano ai lati della testa…come questo…

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Suggerisco quindi di venire a fare un giro il sabato, sarà sicuramente più caratteristico e interessante passeggiare tra questi vicoli nel loro giorno più importante della settimana.

Queste comunità non sono molto aperte e hanno un atteggiamento di chiusura verso il mondo esterno. Nel momento nel quale entrate nel loro quartiere non aspettatevi di sentirvi accolti o accettati, meno che mai aspettatevi che qualcuno vi venga a parlare. Loro vivono come in una bolla, in un altro luogo, in un altro tempo. Consiglio per le ragazze :pantaloncini e canotta non faranno che aumentare il rischio di essere guardate come se si trovassero davanti a Lady Gaga in una delle sue più trasgressive mise. Tra l’altro la loro lingua più utilizzata non è l’inglese, prediligono parlare yiddish o qualche lingua slava.

Inutile dire che se avete voglia di un sushi , un caffè da  Starbucks , questo non è il quartiere idoneo alla ricerca, al massimo troverete una pizzeria Kosher. Fornai tanti, torte, pasticcini e bagel ( a loro si deve l’origine di questa sorta di ciambella di pane ) magari con salmone secondo la loro tradizione. Un unico albergo , l’Avenue Plaza Hotel, che offre tutti i servizi utili ai clienti di comunità ebraica (cibo kosher, servizi per il sabbath ). Fate un salto anche alla sinagoga in  stile neoclassico tra la 12th ave e 48th street. Ovviamente poco shopping, negozi di abbigliamento vi offriranno abiti scuri

Edifici, scuole, negozi, pulmini…tutto ha la scritta in ebraico

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” Sei milioni dei nostri sono stati trucidati, è inconcepibile. Avrà un senso solo se glielo daremo noi. Non possiamo attendere Dio. Oggi rimane al mondo un unico nucleo giudaico, è qui in America. abbiamo una tremenda responsabilità. Dobbiamo sostituire i nostri tesori perduti . Ora avremo bisogno d’insegnati e di rabbini che guidino il nostro popolo. Il mondo ebraico è cambiato, un pazzo ha distrutto i nostri tesori. Se non ricostruiamo l’ebraismo in America, morremo come popolo.”

Vi consiglio vivamente di dedicare a questa visita almeno una mezza giornata, è un’esperienza molto interessante e che arricchirà il  bagaglio che vi porterete via da questa vacanza.

 

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