Diario – Quando arrivi a Manhattan e cerchi casa.

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Quando si viene  a NY in vacanza  il problema non si pone, camera in albergo , zero pensieri.Ma quando ci si deve trasferire per un periodo relativamente lungo , la cosa si complica. La maggior parte delle persone che si trasferiscono qui lo fanno ovviamente per lavoro, considerando i prezzi ,solo pochi   possono permettersi  lunghe vacanze nella grande mela senza percepire stipendio.

A fine giugno Andrea mi disse :” Forse ci dobbiamo trasferire già a settembre ” , il panico si fece strada in me. Trovare casa, portare i vestiti, salutare gli amici , il cane… IL CANEEEEEE? e come lo porto quel vitello di 50 kg???  ma poi dopo qualche giorno rettificò il tutto :” No amore, non dobbiamo trasferirci a settembre “, l ‘idea di avere qualche mese in più per organizzare tutto bene mi fece subito sentire più serena… e poi aggiunse ” ci dobbiamo trasferire a fine luglio ” COOOOOOOOSSSSSSAAAAAAAAA?!?!?!

Ho una grande fortuna, nei momenti di panico divento un robot e spazzo via ansie, sentimenti, impulsività ed emotività . Modalità  “miss tutto fare” ATTIVATA! Cinque minuti dopo avevo già chiaro il mercato immobiliare di Manhattan. Per loro le regole sono un pochino diverse dalle nostre, per esempio il loro mercato è libero, non esistono incarichi in esclusiva. Hanno un portale usato da tutti che si chiama STREET EASY  che come suggerisce il nome facilità la scrematura degli immobili che ci possono interessare, qui troviamo praticamente tutto ciò che è presente nel mercato immobiliare. A questo punto ci conviene affidarci ad un agente immobiliare che si occuperà di fissare i vari appartamenti per visionare le varie proposte.

Come vi dicevo,  chi si trasferisce a NY solitamente lo fa  per lavoro, spesso single non ha particolari esigenze di spazio o camere e questa è una grande fortuna perché A MANHATTAN LE CASE IN AFFITTO COSTANO QUANTO IM POCHI ALTRI POSTI AL MONDO.

E così in molti si ritrovano a dover vivere come Pozzetto nel mitico film “RAGAZZO DI CAMPAGNA” .      – Tavolo ribaltabile TAAAAAC , sedia rotante TAAAAAAC, posto per commensali che non ci sono TAAAAC, tovaglia metro TAAAAAAC.  E altri con viste del tipo che apri la finestra e ti trovi il muro del palazzo adiacente ma è vero quello che dice la pubblicità… se oltre quel muro c’è questa città non ci si può proprio lamentare.

Una volta scelta la zona ideale ( se hai famiglia cerchi vicino scuole migliori, se sei in coppia senza figli quartiere divertente se sei solo un posto dove trovare tanto materiale umano sotto casa ) , la metratura , il numero delle camere e fissato un range si spesa ,non ci rimane che dedicare molto tempo a vagliare le varie proposte organizzando con l’aiuto dell’agente , il quale ormai è diventato quasi un famigliare, i vari appuntamenti .

Dopo questa Fantozziana fatica pensiamo giustamente di aver quasi finito , ne abbiamo selezionate un paio che possono interessarci, non rimarrà che fare una semplice proposta e ritirare le nostre chiavi di casa. E INVECE NO… arriva il momento delle APPLICATIONS.In America sono particolarmente affezionati alle ” applications “. Per mandare a scuola i tuoi figli  fai l’application, per fare una lampada fai l’application , figuriamoci per affittare o, ancora peggio, comprare una casa. Ti vengono consegnati moduli con mille domande e mille richieste di garanzie, certificazioni e dichiarazioni da datori di lavoro, ex datori di lavoro, direttore della tua banca e anche da persone che semplicemente ti conoscono . Tutto questo se si è solo single o in coppia, figuratevi se avete poi un cane che si trasferirà con voi. Questo è stato il mio caso, o per lo meno lo era durante la ricerca dell’appartamento. Non appena comunicavo l’imminente arrivo di Pablo ( Rhodesian di 50 kg ) le espressioni cambiavano e fioccavano richieste tipo : attestato di addestramento del cane , video che potesse dimostrare che il cane fosse addestrato ( eeeehhhhhh ?!?! ) … scusate ma non eravate ”  dog friendly ” ?  e così alcune case che sarebbero state perfette per noi sono sfumate così . Tra l’altro sempre per amore di Pablo , tra le mie richieste c’era quella di uno spazio esterno che potesse essere indifferentemente balcone o terrazzino e questo praticamente riduceva drasticamente il numero delle case disponibili ( immaginatevi i pensieri di Andrea quando  non venivamo accettati per il cane ). insomma, ho impiegato un mese a trovare l’appartamento giusto ma solo perché mi sono buttata a capofitto negli appuntamenti dedicando intere giornate alle visite.

Direttamente da casa nostra, buona serata a tutti.

 

 

 

 

 

 

 

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